lunedì 7 novembre 2011

IL NEURONE SOLITARIO

Il neurone solitario 07/11/2011

Qualcuno pensera' cosa c'entra questo post sul blog "Uomo, Vita, Anima".
Ebbene l'uomo c'entra sicuramente ed e' un aneddoto di vita vissuto, l'anima questa volta si adattera' al faceto della situazione.
Siamo a cena in quel di Gubbio insieme a nuovi amici e una simpatica avvocatessa tenta di spiegare alla compagnia come l'uomo detenga giustamente un ruolo minore nell'evoluzione della specie a causa dell'unico neurone solitario presente nel suo cervello.
In effetti ci basterebbe l'evidente supremazia in campo sessuale, la generazione dei figli e la piu' alta aspettativa di vita a metterci in secondo piano (ehh si, sono un uomo anch'io, ....spero), ma qui il discorso sta prendendo pieghe inaspettate e a difesa della mia inaspettata presa di posizione a FAVORE della suddetta teoria posso solo aggiungere questa definizione: l'uomo possiede un neurone solitario quando non considera la sua parte femminile interiore.
A tal punto quindi diventa un servitore dei suoi bassi attributi, rinomatamente poco inclini al ragionamento.
Lo scherzo continua con la deduzione, per me logica, che essendo l'essere femminile cosi' complesso, ad un uomo dopo il matrimonio, debba perlomeno crearsi un dialogo tra due neuroni.
Ecco che questa teoria, peraltro non ancora dimostrata, gia' viene sottoposta all'analisi delle due fondamentali scuole di pensiero.
Troviamo quindi gli Junghiani propensi a pensare che questo neurone in realta' conversi con l'ombra di se' stesso e i freudiani che lo considerano presente in latenza dalla nascita e attivato da speciali ormoni ad hoc.
Io propongo di pensare ad un test per accertarne l'effettiva presenza, ma poi mi vedo costretto a desistere per paura di dover essere messo di fronte in maniera drammatica alla dura realta', cosa che sicuramente causerebbe traumi invalidanti e interminabili ore di psicoterapia (effettuata logicamente da una donna, sarebbe assurdo affidarsi ad un mononeurale uomo, con meno di 30 anni.... Avere un solo neurone dovra' pur portare a qualche benefit !!! )

Dopo aver a lungo tediato tutti gli altri ospiti tra le nostre personali risate decisi di inserire questo post sul blog perche' il dubbio perlomeno si insinuasse, quanti neuroni in effetti utilizziamo, noi uomini-uomini... Uno o due ?
E come poi non parlare delle donne? Le donne-donne che spesso si dimenticano di utilizzarli, cosa che le rende molto apprezzate dal genere uomo-uomo?

Facciamo un patto sociale, vero e cerchiamo tutti, uomini e donne quell'equilibrio tra le nostre controparti interiori in modo da accendere tutti i neuroni potenziali, il nostro sentire animico per arrivare ad accendere il centro del cuore in questo cosi' non saremo piu' ne' soltanto uomini, ne' soltanto donne, ma esseri umani.

domenica 9 ottobre 2011

L'AMORE QUESTO SCONOSCIUTO

Ancora una volta eccomi qui a scrivere un monologo sull'Amore, dopo che fiumi di carta sono stati gia' scritti e migliaia di pensieri su di esso pensati. avra' un senso?  Forse lo avra' per me che lo scrivo e che ho avuto questa mattina il desiderio di farlo.
L'Amore e' un dono, un dono puro e' semplice, per questo l'Amore e' divino, il nostro umano puo' tendere a questo amore in modo piu' o meno perfetto in quanto la nostra capacita' di amare si affina insieme a noi stessi e alla nostra capacita' di ascendere come esseri umani verso il divino che e' in noi.

Se volessi prendere l'esempio piu' fulgido di Amore prenderei Maria, la Madre di Gesu'.
Noi leggiamo la Sua vita come un riflesso di quella del Cristo e gia' qui si vede il livello di Amore di questo essere UMANO, asceso al Divino.
Gesu' in fondo ha incarnato lo Spirito del Cristo e questo gli ha fatto completare il suo percorso evolutivo nell'amore incondizionato per tutto il genere umano, amore descritto in tanti testi evengelici.
Perche' quindi rifarsi a Maria? Maria per il suo cammino di dono e amore senza interventi di esseri superiori, nata donna e Umana ha percorso nell'amore un cammino che l'ha portata ad ascendere al cielo.
Diciamo che se il Cristo ha aperto la strada per l'Umanita', Maria e' stata la prima a percorrerla e quindi la sento piu' vicina a noi, umanita' in cammino.

Poi l'amore di una madre e' quello nel quale l'essere umano si e' corrotto meno, e' l'amore-dono piu' comprensibile, quello piu' accettato.

L'amore e' un dono, ripeto, e come tale NON CHIEDE NULLA ALL'ALTRO.
Sono io che amo, sono io che sento questo amore dentro di me. L'altra perosnoa puo' ricambiarlo o meno questo non puo' influire sul mio amore.
L'amore non e' CONTROLLO, non e' POSSESSO, non e' GIUDIZIO, non e' GELOSIA e non puo' nemmeno essere CONQUISTA o PERDITA, ne' tantomeno MANIPOLAZIONE.
L'amore non e' nemmeno PERDONO, perche' senza giudizio non vi e' nulla da perdonare.

"Padre perdona loro perche' non sanno quello che fanno".... non io vi perdono.. quale amore piu' grande ??
E anche L'Arcangelo Michele in lotta con Stana per il corpo di Mose' non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: "Ti condanni il Signore".
Quindi neanche un Arcangelo puo' giudicare....
In teoria un essere umano dovrebbe arrivare a provare amore per tutti indistintamente, il che non vuole dire che esprimera' questo amore con tutti in maniera uguale.

Viviamo in un mondo con delle strutture sociali e delle morali che spesso sono in contrasto con il concetto di amore, ma pur rispettando il mondo in cui attualmente viviamo dobbiamo riconoscere l'incapacita' diffusa di amare che contraddistingue i rapporti.

- amo perche' ho paura di essere solo (soddisfo un bisogno)
- amo perche' ho paura di non essere accettato (mi identifico nell'altro)
- amo perche' voglio che l'altra persona mi ami (ricatto affettivo)
- amo perche' cosi' sento di possedere qualcosa (non voglio perdere qualcosa che ho, egoismo)
- amo perche' cosi' ho il controllo sull'altro (potere)
- amo perche' non posso ammettere di non essere capace ad amare (orgoglio)

Tutti questi problemi riguardano la persona che dice di amare e se non risolti in maniera piu' o meno evidente impediscono di fatto un amore vero.
Quindi ne consegue che prima una persona debba imparare ad amare se' stessa, senza questo sara' impossibile amare qualcun altro.
Solo quando avro' risolto questi miei problemi interiori di paure, potere, possesso, orgoglio e quindi saro' una persona in grado di vivere bene con se' stessa, senza BISOGNI da soddisfare e da proiettare sull'altro, allora forse potro' iniziare ad amare chi mi sta attorno.

Se poi sulla mia strada incontrero' qualcuno che amero' con l'amore del cuore, quello dei sensi e dei sentimenti, allora vorro' colorare questo amore con un rapporto di coppia, che nuovamente lascia completamente libero l'altro.
Se poi non saro' soddisfatto di quanto avro' trovato il problema non sara' mai dell'altro... al limite potro' decidere di non continuare a proiettare i miei sentimenti su quella persona e cambiero' la forma del mio amore... il quale pero' restera' immutato, se era vero amore.
Solo non lo esprimero' piu' con un rapporto di coppia.

Ma in qualsiasi caso non vi saranno colpe, non vi saranno rivendicazioni o tentativi di manipolazione.

Uno dei problemi piu' grandi e' il GIUDIZIO, giudicare le scelte e le azioni dell'altro. Ogni essere ha un cammino che puo' seguire in maniera piu' o meno tortuosa. L'amore verso l'altro e' il continuo aiuto nel cammino, il saper lasciare andare se necessario, supportare, sorreggere e mai giudicare o manipolare l'altro.
In realta' non esistono azioni errate, tutto rientra nell'esperienza e serve da accrescimento, l'unico peccato e' l'omissione, il fermarsi il congelare il proprio camminare sulla strada della propria crescita.
Possiamo quindi amare ed essere di sprone, non come crediamo noi sia giusto, ma come sia giusto per l'altro.

Noi giochiamo con gli altri, cerchiamo formule di esperienza che ci portino a vincere questo gioco, a segnare piu' punti dell'altro; cerchiamo consigli negli amici che ci dicano come barare al gioco, che ci indichino la strategia per la vittoria facendo leva sui sensi di colpa dell'altro, sulle sue paure, sui suoi desideri.
Quando vinciamo e sentiamo di avere il controllo stiamo bene, siamo al settimo cielo, quando le strategie dell'altro, pur uguali, ci vincono e prendono il sopravvento le nostre paure, i nostri sensi di colpa, allora stiamo male.
Come prima reazione ci pieghiamo all'altro paurosi di perdere cio' che abbiamo fino a quando non tentiamo di rialzare la testa e ricominciamo la nostra manipolazione nel tentativo di tornare a sentirci vittoriosi in questa lotta per il POTERE.
Qui l'amore non centra nulla.

Ricordate quando da ragazzini si giocava con gli amici e le amiche al gioco del potere (non tanto amoroso quanto dei sensi)?
Non telefonargli vedrai che cosi' lui/lei ti chiama.....
Non essere troppo buono/a altrementi ti mette i piedi in testa
Ogni tanto fagli una scenata cosi' si ridimensiona
Mettilo/a alla prova, sii ingiusto/a cosi' vedrai se ti ama davvero
Noi continuiamo sempre la stesso gioco in forme solo piu' complesse e sottili.  E' cosi'; e' giusto per imparare a crescere, in fondo siamo bambini... ma tutto questo NON E' AMORE:

Una volta pensavo che l'amore si costruisse giorno per giorno... non e' vero. L'amore si alimenta giorno per giorno. Con i nostri gesti, con la liberta', il dono, il rispetto degli spazi e della vita dell'altro.
O si ama o non si ama, o si e' capaci di amare o non lo si e'.
Possiamo crescere, imparare, questo si' ma e' il cammino VERSO l'amore.

Prima di dire ad una persona io ti amo, pensiamoci bene ed impariamo prima a dire io MI amo.

lunedì 5 settembre 2011

IL SENTIMENTO SI PUO' GESTIRE?

La risposta, che sembra pur ovvia, e' no.
Ma perche' no?
Come faccio allora quando provo qualcosa di negativo nei confronti di qualcuno?

Il sentire e' qualcosa che arriva da dentro, non puo' essere gestito a livello di sensazione, sia che sia una sensazione di attrazione sessuale, sia che sia un sentimento di "pancia", sia che sia una sensazione del cuore o, come normale, una somma di queste la sensazione la subiamo.

Nasce da dentro di noi e arriva e viene recepita cosi' come e'.

Ci piacerebbe magari che il capoufficio ci stesse simpatico e invece no, tutte le volte che lo vediamo proviamo una forte avversione... Che fare ?

In realta, nulla.

Quello che ci compete come uomini adulti dotati di libero arbitrio e' la GESTIONE dell'emozione.
Vorra' dire che anziche' lasciare libera la rabbia di esprimersi posso decidere di aspettare, lasciarla raffreddare prima di passare ad azioni esterne che siano, queste si', sotto il nostro controllo.

Posso provare attrazione per un altro essere umano ed e' vero non ci posso fare nulla, ma posso decidere nella mia liberta' se seguirla o meno.

L'esercizio della liberta' e' sempre condizionato dalla volonta' la quale, al pari di un muscolo, va allenata... Non ci riusciremo subito a controllare le reazioni alle nostre emozioni, ma possiamo allenarci e riuscirci.

La stessa cosa vale per le emozioni mie proprie non scatenate da un'incontro, ma magari frutto di pensieri, situazioni.... Se sono triste posso decidere di smettere di sentire di esserlo e quindi fare qualcosa in questo senso.
Se sono triste e leggo un libro, scrivo il blog, guardo un film, non mi rendo piu' conto di esserlo.
Se sono triste e ho voglia di piangere, posso decidere di non farlo (magari per non mettere in imbarazzo le persone che sono vicino a me), e cosi' via.

Quindi l'espressione delle proprie emozioni e' frutto della liberta' individuale, mentre l'emozione stessa e' frutto del dato di natura intrinseco e specifico di ogni essere umano.

domenica 28 agosto 2011

NUOVO BLOG SU SAN MICHELE ARCANGELO

il percorso iniziato alcuni mesi fa' con questo blog mi porta oggi a crearne uno nuovo riguardante San Michele Arcangelo.
Chi e' interessato puo' seguirlo su: http://arcangelo-michele.blogspot.com/
questa sara' la storia dell'infinita fede donata dall'Arcangelo piu' potente dei cori celesti al genere umano.
crescera' con il tempo...
ogni contributo fotografico di icone o immagini di san Michele Arcangelo, preghiere che lo riguardano e altre notizie sara' ben gradito.

lunedì 21 febbraio 2011

LA CRISTALLIZZAZIONE

La cristallizzazione e' quel processo che inizia nell'essere umano subito dopo la nascita.
Inizia quasi in sordina... sembra che non abbia effetti tangibili ma in realta' prepara il campo a quello che saremo o meglio a come esprimeremo noi stessi una volta adulti.
E' quel processo che si sovrappone e contrappone alla nostra spontanea essenza.
Durante la nostra vita abbiamo esperienze, veniamo educati, impariamo dal mondo circostante e tutto cio' crea un meccanismo di stimoli e risposte, di coazioni a ripetere, se volete il  comportamento del "coatto" messo in evidenza ed in forma di parodia nel film di Verdone.
In realta' abbiamo da un lato tutte le paure accumulate durante l'esperienza di vita e dall'altro le spinte verso la realizzazione dei nostri desideri piu' o meno consci.
La somma di questi due grandi vettori crea tutta quella serie di comportamenti e reazioni per le quali sembra che viviamo come degli automi - ci schiacciano un bottone e noi automaticamente reagiamo in un certo modo, senza neanche pensarci ed a volte, poi, chiedendoci perche'....
Una macchina ci taglia la strada e noi......
Una persona ci parla con un certo tono e noi....

E' come se l'emozionale che dovrebbe liberamente fluire da noi e attraverso noi venisse incanlato in schemi rigidi rendendoci come un cristallo, incapaci di cambiare e quindi anche di crescere.

Il lavoro, peraltro descritto anche dalla psicologia classica, dovrebbe portare a smontare questi nostri meccanismi per lasciare spazio al nostro essere originario che verra' nuovamente istruito da noi stessi in maniera cosciente e non inconsciamente dalle ns. paure.

Quindi il lavoro dovrebbe essere all'inizio il cercare di notare questi nostri meccanismi automatici e tentare di cambiarli, di cambiare le nostre abitudini, di variare, variare il piu' possibile la propria vita in modo che ogni singola azione divenga una scelta, riprendendo noi una sorta di controllo rilassato e cosciente contro lo stress causato dal controllo coatto imposto dalle nostre paure.

sabato 29 gennaio 2011

IL DESIDERIO II - VOLERE SENZA DESIDERARE

Dopo l'incontro avuto con Masha ieri e i pensieri che ne sono scaturiti, forse riesco a specificare altri aspetti del desiderio con un'analisi anche dal punto di vista bioenergetico.
L'assioma contenuto nel commento al post precedente sul desiderio,
DESIDERIO = RISULTATO OPPOSTO
atteggiamento positivo:
VOLERE SENZA DESIDERARE
trova le sue conferme nelle seguenti considerazioni.
Una delle leggi fondamentali della bioenergetica e' l'equilibrio, o meglio il continuo riequilibrio del bilancio energetico.
Ogni qualvolta noi agiamo, parliamo o pensiamo utilizziamo dell'energia
Quando pensiamo fortemente a qualcosa (desiderio) carichiamo quella cosa di un peso energetico.
Dato che noi siamo immersi in un universo che a livello energetico e' molto piu' forte della ns. piu' forte volonta' (universo = potenziale zero o bilancia in equilibrio) e le leggi della fisica impongono un riequilibrio immediato del potenziale, risulta evidente che se il nostro desiderio preme fortemente per spostare l'equilibrio in un senso, una forza altrettanto forte spingera' per il riequilibrio creando accadimenti che contrasteranno in pratica il nostro desiderio.
Oltre cio', possiamo definire il desiderio come il frutto della proiezione energetica dei tre chakra inferiori e quindi riguardanti il desiderio sessuale, quello del possesso e quello del potere, mentre la volonta' si esprime con le qualita' dei tre chakra superiori e specificatamente, la volonta' di amare, la volonta' di comunicare e la volonta' di comprendere.
Differenza sottile tra desiderio e volonta' sta anche nell'aspetto passivo - attivo dei due atteggiamenti; il desiderio in fondo e' passivo e quindi carica un qualcosa di aspettative proiettando pero' all'esterno di noi stessi la realizzazione del desiderio mentre la volonta' e' un tramite per l'applicazione pratica, per l'azione personale e quindi anche il carico energetico insito nell'atto volitivo si equilibra esaurendosi nella realizzazione pratica della volonta' come movimento attivo personale.
Un esempio pratico possiamo constatarlo dalla differente esperienza che proviamo stando in piedi sul bordo di un marciapiede e sull'orlo di un precipizio. La proiezione energetica dettata dalla paura carica questa situazione in maniera talmente forte che le forze del riequilibrio si avvertono distintamente. Quando siamo sull'orlo di un precipizio ci sentiamo stranamente attratti da una forza che ci vorrebbe far saltare nel vuoto mentre un'altra ci spinge fortemente ad allontanarci.
Entrambe queste soluzioni porrebbero fine allo squilibrio energetico che mantenere quella posizione sta causando. Da qui si vede anche come le forze riequilibratrici dell'universo siano assolutamente a-morali e sopra le parti in quanto entrambe le soluzioni sono valide per mettere fine al disequilibrio energetico.
L'equilibrista, con l'applicazione della volonta' nel suo processo di esercitazione viene a trattare il trovarsi sull'orlo di un precipizio senza coinvolgere il primo chakra (sopravvivenza = paura della morte).

Molto spesso potete aver notato nelle persone accanto a voi che quando qualcuno teme qualcosa (di essere lasciato dalla persona amata per esempio) metta in atto comportamenti in realta' incoerenti e portati proprio alla realizzazione di cio' che tanto lo spaventa.
Vi e' da aggiungere che a questa legge generale, ad un livello di comprensione piu' profonda, vi e' una forma di squilibrio continuo dell'universo e quindi dell'umanita e dell'essere umano, verso un'evoluzione.
La spinta evolutiva e' disequilibrante e anche qui vi sono delle controforze, ma il meccanismo e' concepito in modo che se una persona opera in sintonia con il proprio cammino evolutivo i suoi sforzi siano in sincronia con il percorso evolutivo universale e quindi in realta' vi sia una resistenza quasi nulla.
La legge del karma si inserisce anch'essa permettendo di riequilibrare azioni, pensieri etc. non immediatamente, ma quando l'essere umano sia in grado di trarre da questo un insegnamento utile per il cammino evolutivo (quindi anche in incarnazioni successive).
Il principio comunque rimane valido per portarci verso una vita piu' consapevole e ricca di soddisfazioni permettendoci di non creare da noi stessi gli impedimenti sul cammino da noi scelto.

domenica 23 gennaio 2011

OGGI... UN UOMO NUOVO

Oggi 23 Gennaio 2011 alle ore 8,00 del mattino a Roquebrune Cap Martin, dal taglio purificatore dei legami con le proprie paure e difese, grazie al dono della spada di Michele, e' nato un uomo nuovo.
Riuscira' a sopravvivere al freddo dell'indifferenza del mondo ?
Riuscira' a superare le illusioni ?
Riuscira' a esprimere se' stesso al di la' delle proiezioni su di lui riversate ?
Riuscira' finalmente ad amare ?
Io non lo so, ma lo spero....

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Non so se realmente oggi e' nato o e' stato solo concepito il seme della potenzialita'.
Non so come si realizzera' e se riuscira' a farsi strada dentro di me, spero di essere in grado di lasciarlo crescere, spero di poterlo ascoltare mentre si rafforza e prende finalmente il posto dovuto nella mia esistenza.
Mi ha gia' donato la speranza che e' il motore per il cambiamento.
Un dono grande, spero di essere in grado di accettarlo al di la' del mio pessimismo. (che gia' mette dentro di me il tarlo dell'illusione, mi spinge a far finta che niente sia realmente accaduto etc. etc.)
Oggi e' festa dunque, gioite con me.

P.S: che sia un segno che nell'era dell'acquario egli sia un acquario ascendente acquario ?
dove Urano domina il suo tema natale definendolo : "Colui che Risveglia" - " The Awekener"

Leggendo il tema Natale di questo Uomo Nuovo, in realta' ho gia' visto molto di cio' che oggi sono, e di cio' che vorrei essere.... sembra mi si adatti piu' di quanto il caso potrebbe mai mettere insieme... sembra anche molto una speranza esprimendo anche cio' che mi piacerebbe essere. Se fossi o diventassi cosi' mi piacerei molto e quindi questo uomo nuovo e' un dono per la mia esistenza che vorrei veder realizzato e che quindi ricevera' le mie energie per venir manifestato.

Ogni aiuto e richiesto e benedetto.

GRAZIE !

lunedì 27 dicembre 2010

DESIDERIO: SINONIMO DI INFELICITA'

Bisognerebbe che tutti fossimo pronti ad "investire" nella nostra vita perche' nulla ci viene dato senza che ve ne sia motivo.
Uno dei momenti piu' importanti e' quando ci fermiamo e ci chiediamo che scopo abbia la nostra esistenza.
Sicuramente lo scopo che riusciamo a comprendere e ad assegnare alla nostra vita cambia sovente. Ogni fase evolutiva porta nuove conoscenze ed esse modificano il significato che noi diamo alla nostra esistenza cambiando di posto a valori e priorita'.

La vera domanda e': siamo coscienti dello scopo della nostra vita?

La maggior parte di noi non riuscirebbe a rispondere a questa domanda, o ci riuscirebbe in modo molto vago.
Molti direbbero che uno scopo una volta l'avevano, ma con il passare del tempo si e' perso, ucciso dalla monotonia di una vita che non lascia intravedere prospettive di cambiamento; oppure ci diranno che le avversita' od il mancato realizzarsi di un progetto hanno posto fine al loro sogno.....

La realta' pero' e' ancora diversa non e' possibile vivere senza uno scopo, anche il piu' misero.
Noi tutti abbiamo delle "aspettative", miriamo a qualcosa, magari solo ad un raggiungimento materiale o a soddisfare un bisogno immediato, ma non ci e' possibile a livello mentale sfuggire ala trappola del DESIDERIO.
Nel nostro inconscio poi l'attivita' e' ancora piu' frenetica perche' e' certo che un qualche obbiettivo a lunga scadenza venga perseguito, seppur con difficolta'.

Non e' possibile evadere dal desiderio e cio' causa frustrazione continua.
Non e' possibile fuggire dal desiderio perche' l'uomo e' proiettato in un cammino evolutivo senza soste che lo porta ad essere insoddisfatto di cio' che ha ed ottiene, se questo non e' in sintonia con il proprio cammino evolutivo.
Viene da chiedersi se sia nato prima il desiderio o l'insoddisfazione....
Anche nel caso in cui un obbiettivo valido e coerente sia stato raggiunto subentra un fattore di inquietudine profonda e potente che ci strappa dal beato stato di momentaneo equilibrio con i nostri desideri e ci lancia verso nuove e piu' elevate imprese.
Insomma fermarsi od ottenere un raggiungimento finale proprio non si puo'.

Allora cerchiamo di capire come poter camminare subendo il minor numero di frustrazioni possibile e come con questo essere felici ed investire in maniera appropriata nella propria vita.
Fermiamoci e chiediamoci: che scopo ha la mia vita adesso ?
Che cosa voglio ottenere ?
E' difficile ma vale la pena provare.

Nel momento in cui si riesce a rispondere a questa domanda tutto, dico veramente tutto, cambia di prospettiva nella vita.
Nulla a livello razionale puo' essere come prima.

Adesso se vado a scuola, lavoro, scrivo e' per un preciso motivo e posso chiedermi se e come cio' che faccio sia in sintonia con lo scopo della mia vita ed eventualmente cambiare.
Non dovro' piu' lamentarmi se qualcosa non mi piace perche' potro' sempre scegliere coscientemente di cambiare, o al contrario, se le cose che sto facendo sono una coerente preparazione allo scopo della mia vita posso giudicare il tempo in esse speso come un utile investimento e vivere meglio le difficolta' che incontro.

Ancora una volta la parola chiave di tutto e' COSCIENZA.
Il prendere coscienza dei processi che stanno alla base del nostro pensiero e delle nostre emozioni ci puo' portare ad interpretare e vivere la vita in maniera completamente diversa, ricordando comunque che per ottenere qualcosa dobbiamo investire in essa.
Sia che lo scopo della nostra vita sia essere miliardari o medici di anime.

Con una serena analisi di cio' che serve per arrivare allo scopo che ci si e' posti, seguendo se possibile una linea di condotta che non implichi il sopraffare, controllare o togliere agli altri, si ottiene il processo di de-idealizzazione dello scopo.

Molto spesso quello che ci prefiggiamo nella vita e' il frutto di una astrazione e non ha attinenza con la realta' conseguente il desiderio stesso.
Tutti vorrebbero essere miliardari, ma forse un'analisi di cio' che comporterebbe dedicare la vita al raggiungimento di tale scopo e poi il viverla con tutti i suoi, sovente poco conosciuti, aspetti anche negativi potrebbe farci decidere che in realta' non sia cio' che vogliamo.

Bisogna cercare di liberarsi dagli stereotipi, cercare di guardare dietro all'apparenza e dare una scala di valori meno sociale alla felicita'.
La felicita' forse non e' avere i denti bianchi o 100 persone che strisciano chiedendo i tuoi favori; quella e' illusione o potere e potere, illusione e felicita' difficilmente possono esistere insieme. Meglio, potere e illusione spesso coesistono.. e' la felicita' che non si puo' mischiare.

Credetemi siamo bombardati da stereotipi che ci dicono che bello e' felicita'; che avere la macchina di tale marca e' felicita'; che la televisione ci fa' felici; che la famiglia felice mangia....; che la squadra del cuore ti fa' felice; che felice e' chi puo' avere questo e quest'altro.....
E noi, noi che non siamo felici, facciamo come loro, desideriamo essere come loro, facciamo come loro (o almeno ci proviamo) assurdi stereotipi della societa' consumista e ci accorgiamo che non siamo felici lo stesso, che ogni passo in avanti sulla strada della felicita' consumista ci prospetta un nuovo ed un piu' arduo traguardo al quale sacrificare lavoro e tempo e noi stessi in una corsa di desideri senza fine.

Quale e' lo scopo della mia vita ? come si adatta tuto cio' con esso ? Come posso meglio impiegare il mio tempo ?

Allora se rispondo a queste domande posso anche sacrificare la corsa consumista ad uno stile di vita che piu' si adatti ai miei veri desideri; devo solo fermarmi ed analizzare quanto una macchina non troppo nuova possa meglio servire al mio scopo, se posso con questo risparmiare dei soldi piu' utili per essere impiegati altrove e/o il tempo necessario per guadagnarli.

Potrei accontentarmi di un lavoro peggio remunerato, ma piu' piacevole, con piu' tempo libero per seguire le cose che veramente mi interessano accontentandomi di non possedere l'ultimo modello di televisore, magari comperandone uno usato, quasi nuovo, scartato da chi ancora la corsa al consumismo la sta facendo.

Comunque la questione che si pone non e' nemmeno nella funzionalita' di un oggetto e non comporterebbe nemmeno un sacrificio nello stile di vita. Sarebbe solo una questione di immagine, solamente vincolata al nostro orgoglio sociale, alla nostra voglia di apparire.
Dobbiamo cercare di riportare i valori per i quali siamo, o possiamo essere, apprezzati al livello dei rapporti umani non stereotipati.

Saremmo comunque piu' apprezzati da chi lo merita se ci comportasimo in maniera dolce,comprensiva, attenta, educata... che non se possedessimo la piu' potente e lucida automobile o la casa al mare o il vestito firmato.... al massimo cosi' potremmo suscitare invidia.

Le scale dei valori devono tornare al loro posto perche' con esse stiamo perdendo il contatto con la realta' della vita.
Questo fenomeno e' molto pericoloso perche' se permettiamo che questo accada a livello sociale, le energie che si prendono cura del processo evolutivo potrebbero ricordare, con una sorta di Karma sociale, a noi ciechi e sordi agli stimoli dell'anima, quale sia la scala dei valori reale con una calamita', una guerra, un qualcosa di tremendo che distrugga il nostro mondo fatto di illusioni consumistiche sostituendolo con uno dove fame, freddo, dolore e necessita' di beni primari riprendano il loro vero posto e dove il rapporto tra gli uomini debba avvenire senza la mediazione degli status symbol.

Meglio sarebbe imparare la lezione senza dover passare attraverso tali insegnamenti. non a caso ci sono stati donati intelligenza, immaginazione e libero arbitrio.
Prendiamo esempio da cio' che avviene intorno a noi, nel mondo, ed impariamo a dare il giusto valore alle cose.

Il giusto valore per noi, per il nostro cammino, per perseguire lo scopo della nostra vita, ben sapendo che dietro di esso ve ne sara' sempre un'altro e che solo su quella strada possiamo essere felici.
Ricordiamoci solo che la nostra felicita' o il raggiungimento dei nostri fini non puo' e non deve costare a nessun altro essere sofferenza e che felicita' e potere non possono coesistere.

giovedì 23 dicembre 2010

MA L'ODIO E' VERAMENTE L'OPPOSTO DELL'AMORE ??

E il buio e' l'opposto della luce ?
E il freddo e' l'opposto del caldo ?
Si ?
NO !!!
l'opposto del calore e' la mancanza di calore
l'opposto della luce e' la mancanza di luce
l'opposto dell'amore e' la mancanza di amore

Sento gia' un mare di voci che obbiettano, no ! certo che questi sono gli opposti.
Invero facciamo un piccolo esempio provate ad accendere il buio, a spegnere il buio, a quantificare quanto buio c'e'... in realta' NON potete, non potete aggiungere buio, potete solo togliere luce, misurare la luce, accendere la luce... il buio non e' niente altro che assenza di luce.
In realta' il freddo, il buio etc. sono DATI DI NATURA sono cio' che sarebbe l'universo se non vi fosse un'aggiunta COSTANTE di energia.
Se non vi fosse il sole, le radiazioni cosmiche, nulla, la temperatura sarebbe lo zero assoluto e regnerebbe il buio. Ogni cosa tende per la legge dell'entropia a decadere nello stato di quiete, zero movimento, zero calore, zero luce.
Ok forse vi ho convinto dal punto di vista fisico, ma il bello viene quando applichiamo per analogia le stesse leggi all'amore.

Scopriamo quindi alcune caratteristiche:
L'amore non e' un dato di natura
Per crearlo occorre energia
Per mantenerlo occorre un COSTANTE afflusso di energia
Se l'apporto di energia viene a mancare l'amore decade e si spegne
L'odio non esiste e' solo mancanza di amore

Altre considerazioni prendono quindi piede:
basta una scintilla di luce perche' non sia piu' buio e quindi una scintilla di amore perche' non vi sia piu' odio...

In realta' basta quindi che un essere umano ami anche solo un pochino perche' l'odio non regni sovrano, una bella consolazione vista la scarsita' odierna dell'amore.

Se volete inizare a recepire questo pensiero vi portera' molto lontano sulla strada della comprensione di cio' che sia e come ci si debba rapportare con l'amore e soprattutto dello sforzo quotidiano e costante che richieda mantenere un determinato livello di amore, verso se' stessi, il partner, gli altri....
e di come cio' non richieda assolutamente un ricambio da parte dell'altro siamo noi la fonte di energia del nostro amore.

Un pensiero per il Natale di tutti con l'augurio che possa essere un Natale pieno di AMORE.

sabato 11 dicembre 2010

LA PAZZIA DEL VIVERE ODIERNO

Quello che facciamo tutti i giorni e' fuggire da noi stessi, dalla vita, dalle espressioni dell'anima per paura di trovarci di fronte alla realta' allo specchio che riflette la nostra vera immagine.
La nostra vera immagine, quella che facciamo di tutto per nascondere dal primo giorno che un genitore ci ha detto no, cosi' non si fa, cosi' non va bene....
La nostra immagine che ci spaventa tanto, quella che non obbedisce alle regole, alla morale, quella che potrebbe farci uccidere una persona per un sorpasso azzardato, quella che in realta' vorrebbe solo la liberta' di poter esistere..... Quella che se non fosse cosi' nascosta e compressa potrebbe anche riuscire ad esprimersi, a confrontarsi a crescere e diventare forse anche accettabile dalla societa' cosi' costruita.
E cosa vediamo invece accadere adesso.... Crisi di pazzia improvvisa che esplode inaspettata quanto inutile ed inspiegabile... Perche' si addestra una scimmia, una copia di noi stessi e non quello che siamo veramente... Cosi' anziche imparare dai nostri reali piccoli sbagli portandoci a conoscerci ed accettarci e se vogliamo anche a migliorarci, invece ci si chiude in una gabbia in una pentola a pressione pronta ad esplodere.
Va bene voi direte sono casi la statistica in fondo da ragione alla teoria del controllo e del mascheramento, ma quale e' il prezzo vero di tutto questo? Quando il controllo ha successo abbiamo infarti, ipertensioni, infelicita' cronica, incapacita' ad accettare la vita, depressione.... Un prezzo in fondo veramente alto, forse troppo alto
Ma in fondo la nostra gabbia dorata e' bella, comoda, in fondo chi vuole veramente la liberta' di scegliere?
Meglio pensare che non vi siano vere vie di uscita, in fondo un po di alcool, un po' di soldi, una parvenza di potere e di importanza ci sono sufficenti per scambiare la liberta' per una gabbia e per ignorare quella strisciante sensazione di malessere... In fondo una pillola la puo' facilmente eliminare.
Non vi dannate l'anima, non scivolate nella malinconia rinascimentale, dal medioevo non siamo mai usciti e forse solo i pazzi, quelli veri, gli artisti, i disadattati cronici, i senzatetto per scelta i clochard della realta' quotidiana sono la fastidiosa testimonianza che stiamo dormendo sperando di non svegliarci mai.... Sognando che nessuno ci scrolli per alzarci in un mattino dai colori impossibili da vedere per i nostri occhi malati, per camminare lungo una strada inaccessibile per i nostri piedi troppo stanchi... Costretti forse a riconoscere l'amore in cio' che non vogliamo vedere ne' sapere. No meglio dormire un giorno ancora, ancora uno, ancora uno, tanto il tempo finira' se vuole Dio, finira' anche lui; finira' il dolore di questa non vita.
Oppure svegliarsi ora? No ! Ora no.... Dopo vedremo...
Sono stanco ... Dormiro' ancora un poco, solo ancora un poco... Cos'e' questo dolore, questa ansia questo male al petto, non so adesso sono stanco.
Buona notte a tutti, notte eterna.

P.s. Non so nenache io dire se chi scrive sia io o la scimmia si sono talmente confuse realta' e finzione che solo un segno dal di fuori di me stesso e' in grado di indicarmi la differenza, percio' prendete questo per quello che e': un dubbio, una provocazione, un'idea, ma mai, mai come una realta' a meno che non lo sia per voi, e cio' e' assolutamente indipendente dal fatto che lo sia per me....

giovedì 25 novembre 2010

UNA STORIA MOLTO BELLA

Gradisco inserire questa citazione trovata sul web, senza aggiungere commenti perche' pienamente in linea con il mio pensiero e con quel cammino di crescita che dovrebbe portare un uomo a riconoscere le proprie priorita' nella vita per essere egli stesso motore e non automa della propria esistenza.

La storia del Barattolo by Gruppo Castelvetrano on Thursday, October 28, 2010 at 7:50pm

Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
  Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime. Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose… Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè. Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffé con un amico!”.

Creata da: Gruppo Castelvetrano.

giovedì 11 novembre 2010

OGGI E' L' 11 / 11.... AUGURI !!!

Si avete ragione, lo sapevate anche da soli che oggi e' l'11/11.
Ma forse non conoscete la bellezza intrinseca di questo numero. L'11.

L'undici significa mutazione positiva, evoluzione.

I dodici apostoli sono in equilibrio, e'una figura perfetta, ma statica, poi ecco che se ne muore uno...
rimane l'11 per l'evoluzione futura. (ovvio che ne hanno subito aggiunto un'altro.. il potere non ama le situazioni che possono mutare, meglio cristallizzare tutto e non correre rischi, cosi' dopo 2.000 anni siamo ancora fermi li).

L'11 e' il numero legato alla Vergine Maria, simbolicamente e anche all' Arcangelo Michele che sottende al processo evolutivo dell'Umanita' in questa nuova era.

E' il numero simbolo dell'evoluzione dell'uomo nell'era dell'Acquario.

Un bel numero quindi....un gran bel numero.. non vedo l' ora che sia l' 11/11/11... quindi all'anno prossimo !

Un buon 11 Novembre a tutti e che l'energia di questa giornata ci raggiunga tutti spingendoci un po' avanti sul ns. cammino e che Michele vegli su tutti noi.

L' AMORE QUESTO SENTIMENTO INCOMPRENSIBILE

L'amore, quello con la A maiuscola, e' un dono, non lo si puo' cercare, attendere, tesaurizzare.
E' un dono libero di se' stessi, del proprio essere completo nudo ed indifeso.... e' il porgere il coltello all'altro denudandosi il petto senza il minimo riservo senza la minima paura..... solo cosi' possiamo ricevere amore, solo se non abbiamo difese, solo se tutte le nostre barriere sono cadute.

Le nostre barriere cadono solo se sappiamo a nostra volta amare, quindi se cercate l'amore, se vi chiedete come mai non lo trovate.... chiedetevi se sapete amare.

L'amore NON puo' essere possesso, non vi e' nulla che uccida di piu' l'amore della parola MIO... mia moglie, mio figlio, la mia vita....
Non riesco neanche ad amare me stesso perche' mi possiedo o mi sento posseduto, perche' mi difendo e mi nascondo, perche' sono incapace di incedere nel mondo nudo ed indifeso.

L'amore e' dono quindi non attende nulla in cambio, non si attende amore in cambio, non si attende fiducia, stima, apprezzamento, perlomeno un po' di attenzione; nulla.

Non possiamo dire alla persona che "amiamo" io ti amo... ma tu ?
Ma tu mi dai questo o quello, ma tu starai con me, ma tu non guarderai nessun altro/a...
Mi giurerai fede eterna, sostegno in salute ed in malattia, se saro' buona con te anche nella buona e nella cattiva sorte e se saro' ancora piu' buona magari fino a che morte non ci separi (e speriamo che ci separi presto perche' inizio ad essere un po' stufo/a.....)
No non e' necessario attendere tanto, perche' questo e' un contratto e come tale si puo' in qualsiasi momento rompere e amici come prima (o quasi).

Se aspettiamo l'amore, quello vero, quello che ci soddisfa cerchiamo di essere come prima cosa noi stessi un dono.... si' siamo un dono quando ci innamoriamo.... ahhhh bello l'innamoramento....
L'erba sembra piu' verde i colori piu' vividi, e le mozioni piu' intense.... poi iniziamo con le difese causate dalle paure... dall'incapacita del dono fino in fondo.....
Ma chi sei tu, cosa mi garantisci per il futuro ? Se vuoi proprio me allora dimostrami che io sono unica, migliore degli altri..... (ma come e' possibile amare qualcuno e non amare tutta l'umanita', si' anche la tua migliore amica/o... beh fa' parte dell'umanita' anche lei no ?, ma era proprio amore o desiderio boh !?)
NO no io sono la sola o il solo per la tua vita e ti proietto sopra tutti i miei desideri insoddisfatti... sarai ordinato, padre dei miei figli, difenderai la casa ed il focolare, mi porterai in ferie e guadagnerai abbastanza perche' io possa sentirmi quello scalino al di sopra delle mie amiche..... No no scusate abbiamo avuto il femminismo quindi GUADAGNEREMO abbastanza per essere al di sopra dei ns. amici e poi al figlio l'amore lo dara' la nonna o la tata o l'asilo tanto e' uguale.

Beh mi sono perso, veramente, il filo del discorso e' tropo ingarbugliato, la vita che viviamo e' troppo ingarbugliata.
Bisognerebbe fare ordine, forse mettere un po' a posto le proprie priorita' cosi' che non siano piu' potere, possesso, difesa.
Ma il succo rimane uno se non sappiamo donare non riceveremo e se doniamo un contratto potremo forse trovare chi lo firma dopo aver naturalmente fatto una serrata trattativa a proprio vantaggio e aver aggiunto le clausolette in piccolo e con l'inchiostro simpatico.... Poi vinca il piu' forte.... e se non siamo noi non ci possiamo neanche lamentare, tanto quello che volevamo era appunto vincere su qualcun altro e si dice di non fare agli altri quello che non si vorrebbe fosse fatto a noi.. no ?

Tutto cio' che e' dato non ha prezzo, non puo' essere acquistato, deve essere rubato e questo debito karmico dovra' poi essere ripagato distribuendo i frutti del proprio albero.

Non vi puo' essere prezzo perche' cio' che ha un prezzo e' morto, quando si da' un prezzo a qualsiasi cosa la si uccide.
In questo mondo diamo un prezzo all'Amore e in quello stesso istante lo uccidiamo.

lunedì 8 novembre 2010

IL GIOCO DELLE PARTI E COME SMONTARLO

L'essere umano così come ci appare in tutte le sue espressioni e' in realtà il risultato di più parti che sono coinvolte nelle varie espressioni dell'essere e che dipendono in gran parte dalle esperienze vissute, dall'educazione e dalle conoscenze, spesso restituite come convinzioni.
In realtà nel gioco di queste parti può rimanere poco dell'individuo così come nato o così come sarebbe se queste influenze venissero eliminate o limitate.
Si potrebbe obiettare che in fondo l'essere umano sia proprio la risultanza di tali fattori ma allora il senso più profondo della vita ne risulterebbe fortemente limitato e mi pongo quindi il compito di proporre una visione alternativa.
L'uomo nasce con una sua anima, un suo ben definito schema di comportamenti e reazioni caratteriali che lo contraddistinguono nella sua unicita'. Le sovrastrutture educative ed esperienziali (chiamate in psicologia super-io) che lo inseriscono nella vita adulta, da essere non cosciente fino ad evolversi in una persona con una coscienza di se che dovrebbe spogliarsi consapevolmente di questi influssi esterni per ritrovare la propria anima, esistono appunto perché questi possa governarla con il SE' e non per lasciarla in balia del super-io.
Quante volte notiamo dei comportamenti, praticamente automatici, che non riconosceremmo, se analizzassimo noi stessi con un minimo di sincerità, come nostri?
E' il caso classico dei litigi e battibecchi tra persone che vivono insieme quando ci si trova di fronte a veri e propri comportamenti ripetitivi stimolo-risposta (coazioni a ripetere) in cui ad una determinata frase, ad un comportamento o ad un tono si reagisce immediatamente in un determinato modo, anche se a freddo ci si pente di quel comportamento.
Sono meccanismi che sembrano avere vita propria e che sono appunto le nostre "parti".
Ne abbiamo una con il capo in ufficio, una con il compagno, una per la suocera, una quando siamo al volante di un'auto...... Ma allora chi siamo noi?
A volte la presenza invadente di queste parti o di una di esse in particolare, alla quale abbiamo noi stessi dato potere delegandole il controllo della nostra vita in un momento magari particolare, in cui eravamo preda di un'aggressione esterna, vittime di un abbandono o decisi ad imitare altre persone che ritenevamo più adatte ad essere vittoriose nella vita, ci soffoca, ci rende infelici, ci fa capire che quelli non siamo noi. Nei momenti di quiete e di solitudine quando le vittorie di Pirro ci si rivoltano contro, possiamo anche disperatamente renderci conto che non siamo noi, che non vogliamo più l'aiuto di questa parte.
Come fare?
Con il tempo la parte "meccanismo" ha preso potere, lotta per tenere quel controllo che le abbiamo lasciato, sembra un muro solido contro il quale la ns. Volontà si infrange.
Fortunatamente il meccanismo non e' vivo... E' solo un meccanismo, appunto, e come tale basta trovare il metodo giusto per eliminarlo... Bisogna far nuovamente emergere chi comanda veramente in casa nostra.
Per fare questo serve purtroppo una forte dose di volontà e se vogliamo un protocollo molto preciso per attuarla.
La legge generale per questo tipo di interventi e' RITMO, ORDINE, NUMERO.
Ritmo perché ciò che si fa deve avere una sua cadenza precisa.
Ordine perché deve essere un'azione volta mettere in ordine qualcosa di non sotto controllo e quindi caotica per definizione.
Numero perche' deve essere ripetuta un numero elevato di volte.
Ogni caso logicamente richiede un'applicazione dedicata volta a capire quali siano le cose migliori da fare che sono, ovviamente, sempre quelle che ci danno più fastidio, che ci costano più sacrificio..... Alttrimenti come faremmo a dimostrare la nostra volontà? (soprattutto che la nostra volontà e' superiore al potere della parte che vogliamo eliminare).
Un altra cosa importante da capire e' che nessuna parte e' del tutto inutile e che nessuna parte va eliminata, ma solo limitata nell'azione veramente quando serve sotto il controllo del SE e non lasciata alle proprie libere decisioni.
Quindi se, per esempio, abbiamo optato nella vita per lasciare il comando ad una parte che ci impedisce di riordinare le nostre cose (magari per imitare un fratello più grande disordinato ma ai nostri occhi di successo, o per negare l'influenza troppo pressante di una madre) allora dovremo operare un qualcosa di questo genere.
1) identificare questa parte cercando di capire che emozioni ci sollecita, le modalità di azione, quando interviene, quali frasi ci fa pronunciare etc.
2) parlare con questa parte dicendo che ci sta impedendo di crescere, che e' stata molto utile, ma che adesso il suo ruolo e' cambiato, che non sara' uccisa ma che tornerà utile ogni qual volta qualcuno cercherà di imporsi o ci minaccerà nuovamente...
3) pensare a delle azioni da effettuarsi ESATTAMENTE ad una determinata ora e in un determinato modo che vadano a compensare quello che questa parte ci impedisce, come per esempio il riordinare la camera, facendo tutto questo come se fosse un appuntamento fisso e rituale.
4) ripetere quanto sopra un numero di volte tale da farci percepire chiaramente che abbiamo noi il controllo.

ATTENZIONE: e' molto facile illuderai di avere il controllo, e' molto facile che questa parte trovi il modo che si premano i tasti che ci stimolano il comportamento coatto a lei legato per dimostrarci l'inutilità del tentativo e che in fondo viviamo bene cosi'.
Per smontare una parte bisogna fortemente volerlo altrimenti vincerà lei.... Abbiamo tutte le possibilità, ci vuole solo volontà, tempo, rialzarsi dopo ogni caduta e riprovare e mai lasciarsi convincere dalle scorciatoie.... Non esistono.